Il progetto Lëngo Vivo

 Il progetto Lëngo Vivo, nasce dall'esigenza di rendere quanto più fruibile possibile la ricchezza del patrimonio linguistico delle valli Alpine d'Italia, dove lingue minoritarie come l'occitano o patois e il francese conservano ancora radice forte.

Una radice "viva" appunto, non ancora mortificata dal vento omologante che tende a divellere i risvolti peculiari delle terre di confine, come le nostre appunto.

Da madre patoisant e custode di cultura, ho incentrato questa prima serie di interviste sulle vicissitudini singole dei testimoni: dall'amore per la lingua madre, passando attraverso il rapporto con la terra, per arrivare alle possibili previsioni di rivalutazione e conservazione del nostro patrimonio linguistico.

Patrimonio dunque da testimoniare, da ossigenare costantemente con la quotidianità.

Ho viaggiato dalla Valle D'Aosta fino alle nostre valli, cercando di cogliere la bellezza in ogni sfumatura linguistica.

Ogni testimonianza, racconta una o più quotidianità linguistiche ( francese e Patois o occitano) sono in effetti patrimonio non soltanto delle vallate occitane Piemontesi, ma anche Valdostane, dove per altro, vi è una radice tenace anche tra i più giovani.

Le testimonianze sono varie: dalla voce più anziana ( Madleno , classe 1922) alla più giovane ( Fabrizio, classe 2007), proprio a dimostrazione che questo bagaglio culturale può arricchire i nostri figli consentendo loro di mantenere un cordone d'appartenenza, pur essendo proiettati nel futuro.

Potrebbe sembrare un paradosso, in un tempo iper tecnologico.

Ma il contatto con la terra e con una cultura linguistica territoriale, nelle generazioni più giovani, e' in grado di accrescere fortemente la propensione alla comprensione delle diversità tra popoli.

Regalare ai propri figli un bagaglio differente da quello proposto dal sistema è un regalo che verrà ripagato con una maggiore attenzione al rispetto delle diverse realtà culturali che incontreranno sulla loro strada.

La lingua è un ponte tra le genti.

La cultura è una sedia sulla quale appoggiare il futuro comune.

Difendere e preservare le realtà culturali e linguistiche è compito comune, in mano non soltanto ai veri "portatori", ma da consegnare ad altre sensibilità, anche lontane.

Il compito di Lëngo Vivo è di essere utile, fruibile, accessibile ed al contempo puntare un faro onesto su queste terre di confine.

Come anticipato, l'Associazione Miralh, continuera' a portare avanti progetti di questo tipo, approfondendo con testimonianze dirette svariati temi in grado di raccontare le bellezze di queste valli, della gente che le abita e permette alla cultura di prosperare e non demordere.

Voglio ringraziare personalmente le tante persone che hanno messo a disposizione di questo progetto i propri ritagli di vita, dedicandomi tempo e accogliendomi sempre con grande gioia.

Un ringraziamento particolare all'Associazione La Valaddo che ci ha sostenuto in questo primo impegno condiviso.


Valeria Tron

Presidente Associazione Culturale Miralh.

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